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BOTANICA
Il peperoncino piccante, come tutti i peperoni, appartiene alla famiglia delle Solanacee. Certamente una "strana" famiglia. Le piante che ne fanno parte sono tutte ad alcaloidi che hanno (chi più chi meno) effetti particolari sul sistema nervoso dell'uomo. Alcune sono vere e proprie piante medicinali come la belladonna, lo stramonio, il giusquiamo, il tabacco, la dulcamara, l'erba morella. Altre più "normali" come la patata, il pomodoro, la melanzana fanno parte della nostra alimentazione quotidiana. Oltre ad essere "strana" la famiglia delle Solanacee è molto numerosa. Comprende 85 generi e almeno 2.200 specie. Uno degli 85 generi è il capsicum al quale appartiene il peperoncino rosso piccante.
Il nome latino capsicum deriva da capsa scatola per la particolare forma del frutto che ricorda proprio una scatola con dentro i semi; oppure dal greco kapto che significa mordere, con evidente riferimento al piccante che "morde" la lingua quando si mangia. Nel genere del capsicum la specie più importante è il capsicum annuum al quale appartengono tutti i peperoncini che conosciamo. In verità oltre al capsicum annuum lo stesso Linneo aveva distinto anche un capsicum frutescens. Più tardi, negli anni cinquanta, sono state aggiunte un capsicum pubescens e un capsicum pendulum.
La varietà diffusa in Italia è solo il capsicum annuum; le altre si coltivano soprattutto in America Meridionale e in Messico. Il capsicum annuum raggruppa le varietà più diffuse: il capsicum abbreviatum, l'acuminatum, il fascicula-tum, il cerasiferum, il bicolor e il christ-mas candle. Il capsicum abbreviatum ha frutti piccoli e conici che non superano i cinque centimetri. L'acuminatum produce bacche sottili a cono allungato leggermente ricurve. I frutti del fasciculatum sono diritti e sottili molto piccanti. Quelli del cerasiferum sono piccoli e rotondi come le ciliege dalle quali prendono il nome. Il bicolor ha frutti bicolori, violetti e rossi molto piccoli. Infine il christmas candle fa riferimento alla festività di Natale perché la pianta, utilizzata come ornamento, mantiene i suoi frutti fino a Dicembre inoltrato. Queste varietà sono le più diffuse da noi. Le altre centinaia di capsicum che ci sono in tutto il mondo producono tanti tipi di peperoncini, di tante dimensioni, forme e sapori che è praticamente impossibile classificarli. Anche fra i botanici più insigni non c'è concordia. Val la pena perciò di seguire il consiglio di uno studioso importante come Tom Stobart il quale suggerisce di dimenticare i nomi e le classifica-zioni scientifiche e chiamare i peperoncini con i loro nomi locali. Pevium in Liguria; peuvroun in Piemonte; peverone in Lombardia; pevrum in Emilia; pepe rosso o zenzero in Toscana; lazzarette o cazzarele a Pescara e Chieti; saittì a Teramo; pepentò piccante a L'Aquila; diavulillu nel Molise; peparuolo in Campania; diavulicchio nelle Puglie; cancarillo, pipazzu, pipi vruscente, diavulillo in Calabria; pibiri-moriscu in Sardegna; pipi russi in Sicilia; e infine cerasella, mericanill, diavulicchiu in Lucania.
Per quanto riguarda il sapore il problema è più semplice: ci sono peperoncini dolci, piccanti e piccantissimi. Tutto dipende dalla capsaicina che dà il sapore di piccante. In genere i peperoncini più piccoli sono i più piccanti. Da questo si può dedurre che la capsaicina presente nelle bacche è indirettamente proporzionale alla grandezza dei frutti.
Per quanto riguarda le caratteristiche morfologiche c'è da aggiungere che il capsicum annuum è un arboscello perenne che, in condizioni di clima favorevole, viene coltivato come annuale. Le piantine hanno altezza varia tra i 20 e gli 80 centimetri; foglie alterne, a forma di cuore o lanceolate; fiori bianchi da Maggio a Settembre; dentro ci sono l'androceo e il gineceo che maturano contemporaneamente con fecondazione autogena cioè senza l'aiuto degli insetti o del vento. Frutti e bacche di varia forma a seconda della varietà. Originario dell'America centromeridionale il capsicum annuum si coltiva nei paesi a clima caldo e temperato. Attecchisce con facilità negli orti ma anche nei vasi con i quali si possono adornare le case. Ha trovato nel sud, soprattutto in Calabria e Basilicata, l'habitat più adatto. Tanto che il peperoncino che si coltiva in queste due regioni, viene unanimemente riconosciuto il migliore.
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