Accademia Italiana del Peperoncino

ACCADEMIA ITALIANA
DEL PEPERONCINO ONLUS

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È morto ieri a Milano Cino Tortorella. Aveva 89 anni.

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È morto ieri a Milano Cino Tortorella. Aveva 89 anni. Era diventato famoso come Mago Zurlì, indimenticabile protagonista dello Zecchino d’oro. Era Socio onorario dell’Accademia del peperoncino e collaborava con passione all’organizzazione del Peperoncino Festival di Diamante.

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Passeggiando fra gli stand del Festival tutti lo riconoscevano e chiedevano di fare una foto con lui. Dopo tanti anni ancora tutti riconoscevano il Mago Zurlì, l’indimenticabile protagonista di tante edizioni dello Zecchino d’oro. Lui si scherniva e mostrava di non gradire. Poi si confidava: “Ho fatto tante cose importanti nella mia vita, tanti programmi per la televisione, tante iniziative culturali ma nessuno se ne ricorda… per tutti resto sempre il Mago Zurlì”.
 
Al Ristorante “Sabbia d’oro” davanti a un piatto di pesce crudo, per il quale impazziva, riprendeva volentieri il discorso: “La verità è che sono nato come giornalista gastronomo, ho fondato riviste di gastronomia, ho collaborato con testate importanti di cucina. Tutto cancellato, tutto inesistente. Ma il buon cibo, il buon vino, sono tutto per me”.
 
Nel mese di Settembre, a Diamante per l’ultimo Festival, non era in forma come gli anni passati, faceva fatica a muoversi e a camminare ma girava lo stesso fra gli stand curioso di conoscere nuovi piatti, assaggiare nuovi vini, più di uno nella stessa serata.
 
Il peperoncino gli piaceva da morire, ne mangiava sempre in grande quantità. Gli piaceva Diamante per il mare e per il Festival ma soprattutto perché vicina a Maratea dove erano nati i suoi genitori e dove c’erano i ricordi della sua infanzia.
 
Per me aveva sempre parole straordinarie di elogio e il Festival gli piaceva sopra ogni cosa. Perché mi voleva bene, perché Diamante gli ricordava Maratea, più di tutto perché il Peperoncino Festival è un evento di gastronomia, “un grande evento di gastronomia, il più bello d’Italia” diceva lui. Un evento nel quale si trovava a suo agio e gli dava la possibilità di mettere a fuoco le sue esperienze, i suoi ricordi, le sue conoscenze del mondo del cibo e del vino.
 
Il peccato di gola che la Chiesa elenca fra i sette peccati capitali era per lui una cosa inconcepibile. Ne aveva parlato con Oscar Farinetti il patron di Eataly e voleva coinvolgere anche l’Accademia per una richiesta di annullamento a Papa Francesco.
 
Per il Peperoncino Festival aveva ideato il Premio “Principe Gourmet” e come Presidente della giuria aveva voluto premiare Gualtiero Marchesi, Alfonso Iaccarino e Massimo Spigaroli.
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A Camaiore, per la Festa Pic, un’altra iniziativa dell’Accademia, aveva ideato l'originale Premio "Personaggio Peperoncino", un riconoscimento a protagonisti del mondo della cultura premiati con prodotti tipici di Calabria e di Toscana, equivalenti al peso del premiato. Sull'esempio dell'Aga Khan che premiava con l'equivalente del peso in oro. Ricordando, come diceva lui, che "le nostre specialità regionali valgono molto di più dell'oro dell'Aga Kahn".
 
L’ho sentito l’ultima volta a Gennaio. Mi ha parlato a lungo di una sua ricerca sul riso Basmati e di una nuova guida nella quale voleva recensire i buoni ristoranti poco conosciuti ma fuori mano, lontani dalla grandi strade di comunicazione.
 
Sempre argomenti di cibo e di vino. Sempre il Festival… quello di Settembre prossimo al quale voleva essere presente a tutti i costi. Per festeggiare insieme il venticinquennale, quello che lui chiamava “il Festival d’argento”.
 
Enzo Monaco